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RID - Rivista Italiana Difesa 14-03-2022 Ucraina, l’attacco a Yavoriv e le altre notizie dal fronte Ucraina, l’attacco a Yavoriv e le altre notizie dal fronte data: a cura di:

Il 13 marzo si è aperto con la notizia del bombardamento missilistico avvenuto in una base vicino Lviv, precisamente il Centro per le Operazioni di Peacekeeping di Yavoriv. L’attacco sarebbe avvenuto con missili da crociera lanciati da bombardieri e/o da navi della flotta russa nel Mar Nero (8 missili secondo il MoD russo). È possibile che vi fossero consiglieri militari stranieri, anche se è ancora ignoto se essi risultino fra le vittime (35 secondo fonti ucraine, 135 secondo fonti russe), oppure membri della Brigata Internazionale che si sta costituendo a supporto dell’Ucraina. Un’ulteriore ipotesi riguarderebbe le possibilità che per quella base passino gli aiuti militari provenienti dall’estero, dichiarati esattamente il giorno prima, dai Russi, legittimi obiettivi militari. Sia come sia, azioni come queste, compiute molto vicine al confine polacco (Paese NATO) possono potenzialmente portare a conseguenze incalcolabili nella situazione generale, per esempio in caso di un “near miss”. Di sicuro la base era un obbiettivo ad alto valore militare ed uno snodo strategico per gli aiuti occidentali che dalla Polonia entrano in Ucraina. Sul fronte terrestre negli ultimi giorni si sta registrando una situazione di stallo con delle parziali eccezioni. Nell’area di Luhansk, le forze russe e filo-russe assedianti Rubizhne si sono ritirate in direzione di Kapitolivka dopo essersi accontentate di averne conquistato una modesta porzione. Esse, dunque, non soltanto avrebbero rinunciato alla manovra su Severodonetsk (che comunque è oggetto di bombardamenti artiglieria orami da qualche giorno), ma si starebbero muovendo a supporto delle altre truppe che non riescono ad aver ragione di Izyum. Quest’ultima, ripetiamo ancora una volta, costituisce un nodo strategico per prendere Kramatorsk e Slovyansk alle spalle. L’accresciuto interesse verso Kramatorsk e Slovyansk è dimostrato dalla crescente pressione a cui sono soggette. Attacchi missilistici avvenuti nella notte fra il 12 e il 13 marzo sarebbero stati in gran parte intercettati, ma almeno uno ha danneggiato un treno impegnato nell’evacuazione di civili dalla stazione di Slovynask. Anche un aereo risulterebbe abbattuto, ma attacchi similari sono avvenuti anche nella contigua area di Liman, fino a danneggiare il venerabile monastero di Sviatohirsk, uno dei principali simboli della Cristianità Ortodossa. L’area è estremamente boscosa, e probabilmente unità ucraine ivi schierate preoccupano le truppe russe che vorrebbero avanzare. Anche Pokrovosk, Ocheratyne, Avdiivka, Ternovo, Horlivka e Novotroitske, più o meno di fronte Kramatorsk, sono regolarmente sotto il fuco dell'artiglieria russa. Attorno Kiev, ulteriori scontri si sono verificati ad Irpin, come anche a Baryshivka, Kalytianska, e Velykodymerska. Muovendo da Makariv in direzione sud e sud-est, verso Vitrivka e Bobrytsa (nel mezzo delle autostrade E40 ed E45) i Russi avrebbero incontrato una forte resistenza da parte di truppe ucraine inferiori per numero, con scontri che a un certo punto si sarebbero concentrati su Kopyliv e Yasnohorodka, dal risultato finale ancora tutto da chiarire. Ad est della capitale, i tentativi di tagliare le vie di comunicazione con Poltava sono stati tutti respinti. Un UAV kamikaze è inoltre stato abbattuto sulla Capitale, mentre la base aerea di Vasylkiv è stata oggetto di un attacco aereo che ha scatenato 2 grossi incendi, uno dei quali relativi a un importante deposito di carburante. A Sumy, in procinto di essere chiusa in una sacca, un attacco aereo ha lasciato la città senz’acqua, mentre a Chernihiv continui attacchi aerei con missili e razzi hanno quasi completamente interrotto le forniture di elettricità, acqua, e risaldamento per svariate ore, poi in parte ripristinate. Un Su-34 risulterebbe però abbattuto, e un altro danneggiato. Nella notte fra l’11 e il 12 marzo, inoltre, un distaccamento di truppe russe è riuscito a giungere nel centro della città scatenando una dura battaglia presso l’hotel Ukraina: il distaccamento è stato poi respinto. Su Kharkiv non sono state tentate ulteriori azioni offensive, sebbene alcuni sabotatori sarebbero stati colti sul fatto mentre preparavano attacchi con bombe ed esplosivi. Nelle aree a sud-est di Zaporizha continuano i rastrellamenti russi dei villaggi e di cittadine a nord del corridoio che corre da Bersyansk a Mariupol. Tuttavia nessun consolidamento nell’area risulta ancora possibile, per acclarata mancanza di truppe. Mariupol sarebbe stata in alcuni quartieri ormai occupata, cosa che non avrebbe però fermato i numerosissimi attacchi di fuoco indiretto che hanno ridotto anche il centro in un cumulo di macerie. Nel mezzo di esse sono in corso furiosi combattimenti strada per strada. Nelle stesse aree occupate del fronte sud la situazione si starebbe facendo sempre più difficile. A Melitopol, una dimostrazione di protesta contro il recente arresto del sindaco (cosa che si è poi ripetuta nel paese di Dniprorudne) si sarebbe tradotta in ulteriori arresti sul posto, tra cui quello di una nota e influente attivista civica, e un analogo episodio si sarebbe verificato a Berdynask, dove sarebbero in aggiunta in atto minacce ai giornalisti locali affinché lavorino per la stazione radio impiantata dai Russi qualche giorno fa. A Kehrson, invece, dopo l’ondata di arresti di qualche giorno fa, l’ufficio di amministrazione dell’Oblast ha ricevuto una richiesta russa di cooperazione per la messa in opera di un referendum mirato alla costituzione di una Repubblica Popolare di Kherson. Un’iniziativa non più incline all’annessione dunque, quanto a un modello similare che in questi anni si è avuto con l’LPR e il DPR. La richiesta è stata comunque respinta. A Skadovsk, divenuta suo malgrado una enclave ucraina in una zona altrimenti totalmente occupata, una sessantina di veicoli russi si sarebbe acquartierato all’ingresso della città. Infine, dalla DPR ci giungono notizie, non confermate, di alcuni scontri armati fra elementi pro-ucraini e pro-separatismo, avvenuti a Donetsk. Dal momento che, dal 2014 ad oggi, praticamente nulle sono risultate le forme di resistenza all’interno delle repubbliche separatiste, è possibile che anche l’Ucraina, da parte sua, si riuscita nel tempo a infiltrare proprie cellule dormienti.

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