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RID - Rivista Italiana Difesa 16-03-2022 Ucraina, contrattacchi ucraini ma le forze russe avanzano a Kiev e nel Donbass Ucraina, contrattacchi ucraini ma le forze russe avanzano a Kiev e nel Donbass data: a cura di:

Nelle ultime ore si sono avuti sviluppi molto importanti sul fronte della guerra ucraina. Nel Donbass, l’area di fronte alla Repubblica separatista di Lugansk è tornata ad essere interessata da un rinnovato impeto offensivo, che ha riguardato la cittadina di Lysychansk, dove forze russe sarebbero state respinte a seguito di forti perdite, e Rubizhne, i cui sobborghi ovest sono stati almeno parzialmente occupati. L’obiettivo finale di questi sforzi è certamente il grosso centro di Severodonetsk, di nuovo massicciamente sotto attacco da stamattina, da cui è possibile piombare sia sull’ostinata Avdiivka (bombardata da giorni senza sosta, in azioni che si sono oramai estese anche i vicini insediamenti di Zalizne, Toretsk, Volodymyrivka, e Verkhnotoretske) che su Slovyansk. In tal senso, in via precauzionale nell’eventualità di uno sfondamento che, evidentemente, non si esclude, gli Ucraini hanno fatto saltare i ponti di Bohorodychne e Mykolayivka, sebbene entrambe le località non siano state ancora direttamente interessate da combattimenti. Peraltro, sulla strada che collega Karkhiv alle 2 città strategiche di Slovyansk e Kramatorsk, scontri di una certa entità si sono registrati a Chuhuiv e, nuovamente, a Izyum. Quest’ultima è sostanzialmente divisa in 2 e resta ancora “contestata”. Gli Ucraini, però, sono riusciti ad alleggerire la pressione a nord di Kharkiv contrattaccando a Velyka Pysarivka e conquistando almeno una parte della città. Più a sud, sempre nel Donbass, da Volnovaha i Russi starebbero sviluppando una manovra, assai poco contrastata che, oltrepassando Vulhedar, sarebbe ora a Velyka Novosilka. Qualora essa riuscisse a riunirsi con le altre forze che da giorni assediano Huliaipole, l’intero sud dell’oblast di Zaporizha, fino al corridoio terrestre già stabilito sulle coste del Mar d’Azov, sarebbe chiuso in una sacca. Secondo ultimissime informazioni, le forze russe avrebbero quasi completato questa manovra, essendo entrati a Staromlynivka. Ovviamente questo isolerebbe ancora di più la già circondata Mariupol, da dove un grosso convoglio di residenti è riuscito finalmente a scappare, in quasi concomitanza con un rinnovato sforzo da parte delle forze assedianti che hanno occupato l’unico ospedale rimasto in funzione. Mariupol, comunque, da questa mattina risulterebbe attaccata anche da forze navali che, alla fonda di fronte al tombolo di Bilosaraiska Kosa, starebbero effettuando intermittenti tiri di lanciarazzi multipli (arma comune nel naviglio di origine sovietica, anche minore). In generale, seppur lentamente, l’area della città sotto il controllo degli Ucraini si riduce sempre più. Confusa continua ad essere la situazione alle spalle di Kryvyi Rih, dove forze provenienti da Kherson sarebbero state battute sia ad Arhanhelske che in un area imprecisata fra Bashtanka e Novyi Buh, dove qui sarebbero addirittura stati gli Ucraini a contrattaccare (il che potrebbe essere, dal momento che una brigata corazzata era localizzata a Kryvyi Rih fino a pochi giorni fa). Proprio a Kherson, ieri pomeriggio l’artiglieria ucraina ha colpito nuovamente l’aeroporto, trasformato in base aerea dai Russi, distruggendo almeno 6 elicotteri, e danneggiandone almeno altri 2. Si tratta del secondo attacco del genere in 10 giorni: il segno evidente dei limiti russi in termini di ISR (Intelligence Surveillance Reconnaissance). Nel frattempo, nelle aree occupate di Berdyansk, Melitopol, Enerhodar, e Polohy continuano a registrarsi arresti di attivisti e figure pubbliche locali, in genere (anche se non sempre) collegate alle manifestazioni di protesta pacifica che quasi quotidianamente contestano gli occupanti. La situazione ha cominciato a ripetersi con una certa frequenza anche in alcuni insediamenti dell’oblast di Kherson. Più a sud, la da tempo isolata Skadovsk è stata alla fine occupata dai Russi,  che non sembra siano stati contrastati dalle poche forze locali (per lo più unità della Difesa Territoriale arruolate alla bisogna). Sul fronte, di Odessa almeno 14 navi da sbarco sono tornate a posizionarsi di fronte alla città e salve più frequenti di missili (almeno una novantina), accompagnati ad attacchi aerei, si sarebbero registrate nelle ultime ore. Dalle navi, sarebbe stata cannoneggiata anche l’area di Tuuzla. I Russi starebbero saggiando le difese costiere ucraine, ma uno sbarco ci sembra poco probabile data anche la presenza di mine navali. Dunque, l’obbiettivo dovrebbe essere ancora quello di “fissare” nell’area di Odessa truppe ucraine che altrimenti potrebbero essere fatte affluire su altri fronti. Tuttavia, le vere novità provengono da Kiev. Nell’area nordovest della capitale si combatte ad Irpin, che sarebbe ancora contesa nonostante alcune fonti stamatitna avessero parlato di attraversamento da parte dei Russi dell’omonimo fume; Russi che però avrebbero preso Lypivka, Makariv, Kopyliv, Motyzhyn e Yasnohoridka, tagliando la grande arteria regionale P04. Importanti gli sviluppi anche ad est di Kiev. Duri combattimenti sono in corso nel settore di Brovary, ma le forze russe si sarebbero spinte più a sud fino a Lukashi e, sopratutto, fino ad interrompere nell’area dell’aeroporto di Boryspil l’autostrada M03, che collega Kiev con Poltava e Kharkhiv, e col Donbass. Stando così le cose, la sola autostrada “libera” sarebbe la M05, che collega Kiev con Odessa, visto che anche la M06, Kiev-Leopoli, sembra interrotta dai Russi.

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