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RID - Rivista Italiana Difesa 04-04-2022 La Fase 3 della Guerra in Ucraina, i Russi si ritirano dal nord ma premono sul Donbass La Fase 3 della Guerra in Ucraina, i Russi si ritirano dal nord ma premono sul Donbass data: a cura di:

La nuova fase apertasi con un maggiore focus da parte di Mosca sui fronti dell’est e del sud si sta indubbiamente concretizzando. A Kiev, difatti, la totalità dei distretti di tutto l’Oblast, per la prima volta da varie settimane a questa parte, non ha visto scontri di alcun tipo. I Russi sono completamente ripiegati in Bielorussia. In pratica, la grande manovra di accerchiamento della capitale è fallita e gli Ucraini hanno ristabilito il controllo anche sulle aree di confine con la Bielorussia, Chernobyll compresa. A Chernihiv, le forze ucraine hanno riaperto le arterie che collegano la città alla Capitale e l’assedio russo può dirsi definitivamente spezzato, con pochissime truppe che ancora occupano piccoli capisaldi di resistenza, più che altro per essere state inopinatamente abbandonate a se stesse. Spostandoci più ad est, a Sumy, i Russi starebbero cercando di organizzare un dispsotivo di difesa, ma di ieri sera la notizia di un grande convolgio di centinaia di mezzi che stava lasciando l’area rientrando in Russia, mentre a Kharkiv la 92ª Brigata Meccanizzata ucraina, rinforzata da elementi mobili della Difesa Territoriale, ha nei giorni scorsi attaccato e distrutto, in direzione sudest, 3 Battlr Group russi (uno del 59ª reggimento Corazzato e 2 della 138ª Brigata Motorizzata); liberando la rotabile fino a Chuviv. L'obbiettivo di Mosca, a questo punto, è ricondizionare e riorganizzare le forze ritirate dagli assi di Kiev, Cernihiv e Sumy per ridispiegarle nel Donbass, ma per far questo occorrerà qualche settimana. In questa fase, dunque, il focus principale delle truppe di Mosca è il Donbass. Nell’area di Severodonetsk, i Russi stanno cercando di ammorbidire, tramite rinnovati attacchi aerei e artiglieria, le difese di Voyevodivka, Lysychansk, Kreminna, Zolote-4, Popasna, Toretsk, Novhorodske e Rubizhne. In quest’ultima si sarebbe attuata una forte penetrazione e si starebbe combattendo nella cittadina casa per casa. La manovra sarebbe stata facilitata da alcuni collaborazionisti locali, fra cui funzionari comunali; una situazione che pare si stia ripetendo proprio in queste ore anche a Milove, Stanytsia Luhanska, e Markivk. I combattimenti dentro Izyum sono continuati inesorabilmente dopo l’afflusso del 1° Reggimento Corazzato della Guardia russo, e l’insediamento è definitivamente caduto il giorno 1° aprile, anche in questo caso, sembra, a causa del tradimento di alcuni residenti che avrebbero rivelato i punti deboli del dispositivo difensivo. Le precedenti manovre di aggiramento della cittadina erano state arrestate con violenti scontri negli insediamenti di Kamyanka, Sukha Kamyanka, e Tykhotske, e, piuttosto curiosamente, la linea del fronte è più o meno rimasta la stessa anche dopo detta capitolazione di Izyum. Ciò non toglie che da queste aree, probabilmente, si svilupperanno le minacce future in direzione di Barvinkove, snodo fondamentale perché da lì passano i rifornimenti ferroviari per Slovyansk e Kramatorsk. E i grandi centri di Slovyansk e Kramatorsk potrebbero essere assaltate in concomitanza anche dalla direzione Horlivka/Svitlodarsk. Tuttavia, mentre la prima ormai risulta saldamente in mano russa, la seconda sta attendendo l’attacco: sulle arterie che da essa conducono fino al bivio Kramatorks-Slovyansk, inoltre, sono state create sin dal 2014 solide linee difensive con bunker e struttura indurite. Più a sud, nell’oblast di Donetsk, Avdiivka, Maryinka e Novomykhailivka sono state assaltate in forze, ma tutti i tentativi sono stati respinti. Le prime 2, più Krasnohorivka, al momento risultano sotto pesanti bombardamenti. A Mariupol un crescente ricorso ad armi termobarriche è stato riportato, come perdite molto rilevanti per la 150ª Divisione Motorizzata russa. Forse è anche per ripianarle che è stato riportato l’arrivo di ausiliari abkhazi. A sud-est di Zaporizha, le cittadine di Orikhiv, Huliaipole e Novoivanivka sono state sottoposte a intensi bombardamenti, non accompagnati da alcun tentativo di contrattacco terrestre. Sul fronte di Krivhy Rih, l’avanzata russa è stata negli ultimi giorni lenta, contraddittoria ma comunque inesorabile, ed è di ore recenti l’inizio di bombardamenti a fuoco indiretto di Inhulets, cittadina alla immediata periferia di detto grande centro. A Mykolaiv, i Russi sono riusciti a risollevare la situazione critica in cui negli ultimi giorni si erano trovati rintuzzando le numerose offensive locali ucraine tramite un esteso ricorso all’artiglieria, che, tra l’altro, ha anche consentito loro il rifornimento in sicurezza di rimpiazzi e munizioni, e il riordino di truppe in precedenza brevemente circondate in una linea del fronte coerente e riconnessa alla zona occupata. Questa linea del fronte è però sottoposta a una pressione sempre più crescente, e, con la liberazione da parte degli ucraini degli insediamenti di Zahradivka, Kochubeyivka, e Orlove, si è ritratta oramai sin quasi alle periferie di Kherson. Non per nulla l’aeroporto di questa città, divenuto ancora più insicuro che nel passato, risulta abbandonato in luogo di quello di Chaplynka, sul quale è stata ridispiegata la componente elicotteristica russa. Circa le aree occupate, è interessante rilevare come, perlomeno a Melitopol e a Energodar, i Russi abbiano cominciato ad organizzare una cosiddetta “Milizia del Popolo”, braccio armato ausiliario delle della unità della Rosgardya che, con fatica sempre maggiore, proteggono le amministrazioni fantoccio di tanto in tanto installate in oblast e municipalità.

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