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RID - Rivista Italiana Difesa 05-04-2022 Guerra in Ucraina, la Fase 3 è entrata nel vivo. La situazione sul campo ed alcune considerazioni tattiche data: a cura di:

Per la prima volta è possibile affermare non solo che la sacca che si era chiusa attorno Chernihiv non esiste più, ma che l’intero Oblast omonimo è stato abbandonato dai Russi, come già avvenuto per l’Oblast di Kiev. Lo stesso potrebbe accadere per Sumy, dove la presenza russa è in corso di ridimensionamento. Il ripiegamento delle truppe di Mosca, a parte alcune eccezioni, è avvenuto in buon ordine ed è stato coperto con efficacia dal fuoco dell’artiglieria e dagli attacchi aerei, in particolare con elicotteri d’attacco. In tale contesto una grossa colonna meccanizzata dell’Esercito Ucraino è stata neutralizzata lungo l’autostrada Kiev Zhytomyr. Le forze russe sono ripiegate in Bielorussia e Russia, dove si stanno riorganizzando e ricondizionando, ed i materiali e gli organici, per quanto possibile, vengono rimpinguati. Un parte di queste forze rigenerate verrà probabilmente ridiretta sui fronti orientali e meridionali, adesso divenuti prioritari per Mosca. Alcune unità, ci risulta siano già state ridispiegate in tal senso, ma prima che la Russia possa veramente aumentare la pressione nel Donbass in maniera decisiva dovranno passare almeno 2-3 settimane. In ogni caso, il cambiamento di strategia ha fatto sì che i Russi abbiano potuto accorciare le proprie linee di attacco e logistiche, a tutto vantaggio della capacità di alimentare in maniera più logica il proprio sforzo per ottenere la superiorità relativa su una serie di punti deicisivi.

Sul campo, intanto, Kharkiv continua ad essere sottoposta a bombardamenti aerei e terrestri. La 92ª Brigata Meccanizzata ucraina, tuttavia, sta mantenendo la sua pressione sull’area di Chuviv, con il probabile intento di minacciare gli schieramenti arretrati di quel 6° Corpo d’Armata russo che recentemente ha conquistato la strategica Izyum. Qui tale Corpo, rinforzato da unità paracadutiste del 36° Corpo d’Armata, e con l’appoggio massiccio di sbarramenti con lanciarazzi multipli termobarici TOS-1, è riuscito ad avere ragione sia dell’81ª e che delle 95ª Brigate Aviotrasportate ucraine, che hanno dovuto abbandonare gli insediamenti di Topolske, Kamyanka e Mala Komuyshuvakha. Con la prevista (questione di ore) caduta di Tykhotske, su cui in parte sono ripiegate, la linea Barvinkove-Slovyansk è probabilmente destinata a divenire, assieme a Mariupol, uno dei più importanti hot spot strategici dell’intero conflitto. L’obbiettivo di Mosca è chiaro: insaccare o tagliare fuori le forze di Kiev nell’area dei 2 grandi centri di Kramatorsk e Sloviansk. Nell’area di Severodonetsk, sembra che i Russi abbiano già ricevuto a rinforzo alcune delle unità ritirate dai fronti di Kiev e Chernihiv. I così rimpinguati 8° e 20° Corpi d’Armata, dunque, stanno lentamente ma inesorabilmente avendo ragione dell’intero fronte di Severodonetsk, Lysychansk e Popasna, con quest’ultima sempre più in crisi. Nella serata di ieri alcuni report la davano per presa dai Russi. Solo Rubizhne sembra tenere ancora, ma è sotto costante attacco aereo e di artiglieria. Più a sud altre unità dello stesso 8° Corpo d’Armata, schierate sul fronte di Horlivka, sono riuscite ad allargare il gap apertosi nei giorni scorsi ad ovest di tale città, conquistando definitivamente l’insediamento di Novabakhmutivka. Le vicine Marinka, Makiivka e Svitlodarsk, però, per il momento restano in mano ucraina e gli attacchi russi sono stati respinti. A Mariupol, continua, seppur lentamente, l’avanzata delle forze russe: al momento l’epicentro della battaglia è il grande sito delle acciaierie Azovstal. Si tratta di una città nella città, dove i difensori possono sfruttare tunnel, cunicoli, strutture in cemento armato e così via; sarà molto difficile ed occorrerà molto tempo per le truppe di Mosca averne ragione. Di ieri è la notizia che in un altro quartiere della città, si sarebbero arresi quasi 300 elementi della 36ª Brigata di Fanteria di Marina ucraina: stiamo cercando di verificare la notizia. Di sicuro, in alcune zone occupate è stato “acclamato spontaneamente” un nuovo sindaco indicato da Mosca. E’ chiaro che nel sud e nell’est del Paese, Mosca può più facilmente fare leva sulla componente russofona, mentre nella stessa Mariupol ci risulta che almeno il 30% della locale Polizia sia passato con gli invasori. Infine, a nord di Kherson, gli Ucraini hanno liberato l’insediamento di Olexandrivka, mentre a sud-ovest l’avvicinamento a quello di Bilozerka ha provocato la rabbiosa reazione di salve di BM-30 SMERCH che sono giunti a colpire persino Mykolaiv, con danni consistenti ad ospedali e orfanotrofi. La dimostrazione che i Russi mantengono ancora una certa presenza non lontano dalla strategica cittadina lungo la strada per Odessa. Parallelamente, la Russia, con alterna intensità, sta continuando la sua campagna aereo-missilistica tesa a colpire obbiettivi strategici in profondità nel territorio ucraino come depositi e siti di stoccaggio del carburante, ed infrastrutture strategiche in generale con l’evidente obbiettivo di indebolire lo sforzo di alimentazione del conflitto da parte degli Ucraini e ammorbidirne la posizione negoziale.

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