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RID - Rivista Italiana Difesa 13-05-2022 L’USAF testa una JDAM in funzione antinave L’USAF testa una JDAM in funzione antinave data: a cura di:

L’US Air Force (USAF) ha annunciato di aver condotto con successo il lancio di una nuova bomba guidata in funzione anti-nave, usata per distruggere una nave bersaglio a grandezza naturale in navigazione nel Golfo del Messico. Nel dettaglio, il test ha visto un F-15E STRIKE EAGLE, decollato dalla base dell'Aeronautica di Eglin in Florida, rilasciare una Joint Direct Attack Munition (JDAM) GBU-31, modificata per colpire un bersaglio marittimo in navigazione. Si è trattato del secondo test condotto sotto l’egida dell'Air Force Research Laboratory dell’USAF nell’ambito del progetto di JDAM marittima, definito QUICKSINK Joint Capability Technology Demonstration. Durante il primo test, effettuato ad agosto, sono state utilizzare armi inermi solo per verificare che il sistema fosse in grado di colpire i diversi punti su un bersaglio fermo. Il progetto relativo al nuovo sistema d’arma antinave ha ricevuto nuovo impulso, data la crescente preoccupazione di dover affrontare un potenziale conflitto aeronavale con una potenza dotata di una forza navale numericamente significativa, come potrebbe essere quella della Cina impegnata in una possibile invasione di Taiwan. Come confermato dal Direttore della Direzione Munizioni dell’AFRL, il Colonnello Tony Meeks, il progetto QUICKSINK rappresenta un’alternativa più economica, rispetto ai siluri e missili antinave, per colpire obiettivi di secondaria importanza, magari impegnati in uno sbarco anfibio di limitate dimensioni e senza una massiccia copertura anti-aerea. Come noto, la GBU-31 JDAM da 2.000 libbre è guidata da un sistema di navigazione inerziale (INS) con ricevitore GPS (INS/GPS), ma non è dotata di una propria propulsione. Dopo essere stato rilasciata da un aereo, la velocità e la gravità del velivolo lanciatore forniscono la velocità all’ordigno mentre le “pinne” lo guidano verso il bersaglio previsto. La versione marittima è progettata per essere in grado di colpire sia bersagli fissi sia mobili sull'acqua. Come reso noto dallo stesso Meeks, senza fornire i relativi dettagli, le modifiche alla versione antinave della bomba hanno riguardato in particolare il suo muso, che è stato modificato per permettere all'ordigno di mantenere la propria traiettoria anche nel caso di impatto con la superficie dell'acqua prima di colpire il bersaglio. Altro aspetto rivoluzionario, e secretato, su cui gli scienziati e ingegneri dell’AFRL stanno utilizzando un concetto di architettura dei sistemi aperti, riguarda un nuovo seeker (installato nel muso) capace di guidare l’ordigno verso un oggetto in movimento. L'USAF ha infatti confermato che l’utilizzo di una guida laser, come nella vecchia GBU-24, non è invece stato tenuto in considerazione per il QUICKSINK, dato che, una volta rilasciata, una bomba a guida laser infatti, avrebbe bisogno di una permanente piattaforma nell'area per continuare a illuminare il bersaglio fino alla sua distruzione, con i relativi rischi.


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