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RID - Rivista Italiana Difesa 23-05-2022 Ecco il T-7A destinato all’USAF Ecco il T-7A destinato all’USAF data: a cura di:

Lo scorso 28 aprile, presso lo stabilimento Boeing di St. Louis, è stato presentato il primo addestratore avanzato T-7A RED HAWK destinato all’USAF, e costruito nell’ambito della fase finale del programma – la cosiddetta EMD (Engineering and Manufacturing Development) – che prevede la produzione di 5 esemplari. Il velivolo resterà a St. Louis per tutto il 2022 per eseguire ulteriori test a terra e in volo – questi ultimi da effettuarsi anche presso la base di Edwards - prima di essere consegnato, il prossimo anno, al 99th Fighter Training Squadron di stanza presso la Randolph AFB, in Texas. Inizialmente il rollout era previsto per lo scorso novembre, ma è stato rinviato per i ritardi di produzione e assemblaggio dovuti alla pandemia, nonché per la scoperta di un difetto relativo ad un’eccessiva vibrazione delle ali emerso durante la fase di test, ora risolto. I suddetti ritardi, tuttavia, non dovrebbero avere particolari effetti sul cronoprogramma relativo al raggiungimento della capacità operativa iniziale, prevista per metà 2024, e sulle consegne dei primi velivoli a basso rateo produttivo, attese per la fine dello stesso anno. Al contrario, l’impatto della pandemia e l’incremento dell’inflazione, causerà un aumento di 367 milioni di dollari dei costi complessivi del programma. Nell’ultimo budget del Pentagono per l’anno fiscale 2023, l’Air Force prevede lo stanziamento di 10,5 milioni per la fase iniziale di procurement dell’addestratore, cifra che salirà a 322 milioni nel 2024 per l’acquisizione delle prime 14 macchine, arrivando a 489 milioni nel 2025 per l’acquisizione di altri 21 aerei, a 557 milioni per ulteriori 23 T-7 nel 2026, e a 892 milioni nel 2027 a fronte dell’acquisizione di 36 velivoli. Dal 2028 il rateo di produzione dovrebbe garantire l’immissione in servizio di 48/50 aerei l’anno. L’USAF prevede il procurement di 351 aerei – e 46 sistemi di addestramento terrestri – a fronte di un contratto da 9,2 miliardi di dollari firmato nel 2018. Non è da escludere che tali numeri vengano incrementati in futuro. Il grosso del velivolo è prodotto dalla Boeing nella suddetta struttura di St. Louis, mentre la Saab è responsabile della sezione di coda attualmente prodotta a Linkoping, in Svezia, in attesa dell’apertura del nuovo stabilimento di West Lafayette, nell’Indiana (Stati Uniti).


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