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Suggerimenti e segnalazioni
spaziale Offline
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RE: Suggerimenti e segnalazioni
(05-04-2018, 11:53 AM)Admiral Canoga Ha scritto: Desidero esprimere i miei più sinceri complimenti per il tanto atteso articolo sul Raptor: non ha deluso le mie aspettatitive, anzi!

Persisto nel ri-proporre una raccolta degli articoli dell'ingegner Coniglio "dalle origini ad oggi"....

Sul numero di aprile di RID va messo in evidenza anche l'articolo sui radar russi della seconda guerra mondiale: decisamente ben fatto.

E ora veniamo a Lui, Nostra Eccellentissima Sibillinità: bello e interassante il "report" sul Singapore Air Show 2018.
Mi permetto però una piccola osservazione, se vogliamo un po' cattivella: il soggetto in secondo piano, dietro al Gripen D, nella fotografia di pagina 25 in alto, " l'orfano delle ex-Officine Aeronavali " su cui compare un certo logo aziendale di origine italica attualmente assai in voga per intenderci, è stato casualmente/volutamente ignorato in quanto non rilevante o sono giunti specifici ordini di "scuderia"?

Mi associo ai complimenti per l'articolo sul Raptor: veramente ben fatto, pare quasi un extra.

Quanto al soggetto di pag. 25 citato dall'Ammiraglio.. mi par di ricordare che la JV navigasse in cattive acque per disaccordi fra i partner e che questa potrebbe essere la causa della "dimenticanza"
05-04-2018, 02:12 PM
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Tudap Offline
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RE: Suggerimenti e segnalazioni
In altro 3D ho parlato della limitata cultura della difesa presente in Italia (al di fuori delle FFAA) e del limitato sviluppo dei Strategic Studies/Security Studies nelle Universitá italiane (le due circostanze sono probabilmente connesse).

Qui vorrei invece soffermarmi sull’opportunitá di “sfruttare” la principale rivista di difesa in Italia per creare un più stretto collegamento tra Accademia/Think Tanks e policy makers/operatori del settore.

Quanto sopra si potrebbe concretizzare in una nuova rubrica su RID (che potrebbe essere denominata ad esempio “Policy Brief”) destinata ad ospitare brevi contributi con taglio policy oriented (dalle 2 alle 4 facciate) di giovani ma qualificati ricercatori italiani, preferibilmente con esperienza internazionale, specializzati in International Security/Strategic Studies.

In questo modo, da un lato verrebbe data visibilitá ai suddetti giovani ricercatori che in Italia ancora faticano a trovare spazio, dall’altro consentirebbe di far arrivare contributi originali ed innovativi con un impostazione scientificamente rigorosa ma orientata alla policy, dall’accademia alla “stanza dei bottoni”.

Questa rubrica potrebbe essere realizzata in collaborazione con l’Osservatorio sui Conflitti dell’Universitá di Genova (http://www.dispo.unige.it/node/741), nel cui comitato scientifico se non sbaglio c’é anche il Direttore.

Di seguito riporto l’elenco di alcuni ricercatori italiani che potrebbero ad esempio essere coinvolti in questo progetto (non é un caso che molti di loro lavorino all’estero):

Andrea Gilli, Harvard University

Mauro Gilli, ETH Zurich

Costantino Pischedda, University of Miami

Eugenio Cusumano, University of Leiden

Chiara Ruffa, Uppsala University

Stefano Recchia, University of Cambridge

Vincenzo Bove, Warwick University

Fabrizio Coticchia, Universitá di Genova

Stefano Costalli, Universitá di Firenze

Francesco N. Moro, Universitá di Bologna
08-04-2018, 10:04 PM
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Tudap Offline
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RE: Suggerimenti e segnalazioni
La proposta del post precedente si fonda sul presupposto che una fetta di lettori di RID sia formata da “addetti ai lavori” e non semplici appassionati della materia (come il sottoscritto).

Correggetemi se sbaglio
08-04-2018, 10:07 PM
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Admiral Canoga Offline
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RE: Suggerimenti e segnalazioni
Mi spiace ma devo fare l'antipatico... posto che Riccardo Nassigh collabora con RID sin dagli albori e che ha scritto libri e articoli interessanti di carattetere storico-navale e non solo.... segnalo che vi sono alcuni errori e refusi nell'articolo su "l'evoluzione del cacciatorpediniere" sul numero di RID di luglio 2018.

Nel testo a pagina 90 a proposito della battaglia dell'Isola di Savo si dice che "una formazione di cacciatorpediniere guidata da un incrociatore leggero riuscì - priva di radar - ad affondare coi siluri, unitamente al tiro degli incrociatori, 4 incrociatori pesanti americani senza subire perdite ad eccezione di un unico caccia che aveva aperto il fuoco.......". Orbene, è arcinoto che tra gli scontri tra unità di superficie della Campagna delle Salomone la battaglia dell'Isola di Savo è l'unica in cui i cacciatorpediniere giapponesi non furono determinanti per il semplice fatto che non partecipò allo scontro nessuna flottiglia di cacciatorpediniere "tipo speciale". L'unico cacciatorpediniere giapponese presente era lo Yunagi della classe Kamikaze, dotato di cannoni da 120mm e tubi lanciasiluri da 533mm. Furono i 5 incrociatori pesanti giapponesi (Chokai, Aoba, Kinugasa, Kako e Furutaka) i principali protagonisti della battaglia.
Inoltre gli incrociatori pesanti perduti dall'US Nav furono 3: Quincy, Astoria e Vincennes. Il quarto, il Canberra, apparteneva alla Royal Australian Navy.
Senza scomodare i sacri testi, possiamo verificare quanto scrivo dando un'occhiata all'articolo di Ferdianado Pedriali su "la battaglia di Guadalcanal" su RID di giugno 2018, pagine 79-81.

Nelle didascalie di alcune foto sono presenti alcune imprecisioni:

pagina 88 - USS Farragut (DD-348) e non Ferragut così come a pagina 93 USS Farragut (DDG-37 / DLG-6) e non Ferragut.

pagina 91 - "l'USS Jonston (DD-557) della classe Fletcher (realizzata in 359 esemplari tra il 1941 e il 1944).." - i cacciatorpediniere classe Fletcher completati furono in tutto 175 su 188 ordinat/previsti.

pagina 91 - "l'USS Aaron Ward della classe Sumner (realizzata in 165 esemplari tra il 1943 e il 1944)...." - cacciatorpediniere classe Allen M Sumner completati furono in tutto 70 (compresi i 12 esemplari trasformati in posamine)

pagina 91 - "l'USS New della classe Gearing costruita in 180 esemplari tra l'agosto 1944 e il dicembre 1945...." cacciatorpediniere classe Gearing completati furono in tutto 98 su 152 ordinati/previsti. La maggior parte dei Gearing fu completata dopo la fine della guerra. Non solo: diverse unità furono varate e qualcuna addirittura "impostata" dopo la resa del Giappone.
Mr President, I feel that I must tell you that the senior officers of the Navy do not have the trust and confidence in the civilian leadership of this country that is essential for the successful prosecution of a war in the Pacific - James Otto Richardson CinC U.S. Fleet (06 01 1940 – 01 02 1941) to FDR
08-07-2018, 12:47 AM
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Direttore Offline
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RE: Suggerimenti e segnalazioni
(09-07-2018, 01:20 PM)Direttore Ha scritto: [quote='Admiral Canoga' pid='192423' dateline='1531003625']
Mi spiace ma devo fare l'antipatico... posto che Riccardo Nassigh collabora con RID sin dagli albori e che ha scritto libri e articoli interessanti di carattetere storico-navale e non solo.... segnalo che vi sono alcuni errori e refusi nell'articolo su "l'evoluzione del cacciatorpediniere" sul numero di RID di luglio 2018.

Nel testo a pagina 90 a proposito della battaglia dell'Isola di Savo si dice che "una formazione di cacciatorpediniere guidata da un incrociatore leggero riuscì - priva di radar - ad affondare coi siluri, unitamente al tiro degli incrociatori, 4 incrociatori pesanti americani senza subire perdite ad eccezione di un unico caccia che aveva aperto il fuoco.......". Orbene, è arcinoto che tra gli scontri tra unità di superficie della Campagna delle Salomone la battaglia dell'Isola di Savo è l'unica in cui i cacciatorpediniere giapponesi non furono determinanti per il semplice fatto che non partecipò allo scontro nessuna flottiglia di cacciatorpediniere "tipo speciale". L'unico cacciatorpediniere giapponese presente era lo Yunagi della classe Kamikaze, dotato di cannoni da 120mm e tubi lanciasiluri da 533mm. Furono i 5 incrociatori pesanti giapponesi (Chokai, Aoba, Kinugasa, Kako e Furutaka) i principali protagonisti della battaglia.
Inoltre gli incrociatori pesanti perduti dall'US Nav furono 3: Quincy, Astoria e Vincennes. Il quarto, il Canberra, apparteneva alla Royal Australian Navy.
Senza scomodare i sacri testi, possiamo verificare quanto scrivo dando un'occhiata all'articolo di Ferdianado Pedriali su "la battaglia di Guadalcanal" su RID di giugno 2018, pagine 79-81.

Nelle didascalie di alcune foto sono presenti alcune imprecisioni:

pagina 88 - USS Farragut (DD-348) e non Ferragut così come a pagina 93 USS Farragut (DDG-37 / DLG-6) e non Ferragut.

pagina 91 - "l'USS Jonston (DD-557)  della classe Fletcher (realizzata in 359 esemplari tra il 1941 e il 1944).."  - i cacciatorpediniere classe Fletcher completati furono in tutto 175 su 188 ordinat/previsti.

pagina 91 -  "l'USS Aaron Ward della classe Sumner (realizzata in 165 esemplari tra il 1943 e il 1944)...."  - cacciatorpediniere classe Allen M Sumner completati furono in tutto 70 (compresi i 12 esemplari trasformati in posamine)

pagina 91 -  "l'USS New della classe Gearing costruita in 180 esemplari tra l'agosto 1944 e il dicembre 1945...."  cacciatorpediniere classe Gearing completati furono in tutto 98 su 152 ordinati/previsti. La maggior parte dei Gearing fu completata dopo la fine della guerra. Non solo: diverse unità furono varate e qualcuna addirittura "impostata" dopo la resa del Giappone.

Admiral grazie per le segnalazioni e per l'attentissima lettura! Inoltriamo le tue segnalazioni all'Autore posto che il pezzo resta estremamente valido.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 09-07-2018, 03:26 PM da AndreaM.)
09-07-2018, 01:25 PM
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